ottobre 20, 2011 Sri Rama Ki jay!!! Il Dharma
Quando re Dasaratha annuncia alla città di Ayodhya la sua volontà di trasmettere la corona a Rama, suo figlio maggiore, la notizia viene accolta da tutti con favore, eccetto la regina Kaikeyi, la quale inizialmente contenta della scelta del re, viene successivamente traviata dalla malvagia serva Manthara, che inculca nella mente della regina il timore per la sicurezza e il futuro del figlio Bharata. Temendo che Rama ignori o, peggio, perseguiti il fratello più giovane per il gusto del potere, Kaikeyi convince Dasaratha a bandire Rama dal regno, inviandolo in esilio nella foresta per quattordici anni, e a incoronare Bharata al suo posto.
La scelta di due favori era stata concessa alla regina dal re stesso quando molti anni prima lei gli aveva salvato la vita in battaglia. Dasaratha amava Rama teneramente e aborriva la prospettiva della separazione dal suo amato figlio La partenza di Rama per l’esilio, causa la morte del re Dasaratha, incapace di sopportare l’agonia della separazione. Nonostante ciò Rama si rifiuta di tornare. Anche se apprende con sgomento la notizia della morte del padre, Rama si trovi nell’impossibilità di ritornare, rompendo così la promessa fatta al padre quando era in vita. Nonostante tutto, Rama non prova nessun risentimento nei confronti di Kaikeyi, credendo fermamente nel potere del destino
È infatti grazie all’esilio e alle conseguenze che ne scaturiscono che Rama avrà l’opportunità di affrontare Ravana e il suo impero del male. Rama e Sita sono in realtà incarnazioni di Lakshmi e Vishnu. Quando Rama viene bandito dal regno, egli tenta di convincere Sita a non unirsi a lui nel condividere una vita nella giungla potenzialmente pericolosa e certamente ardua, ma Sita respinge la proposta. Quando Rama le ordina, in qualità di marito, di desistere dalla decisione di seguirlo, Sita si rifiuta, affermando che dovere essenziale di una moglie è quella di essere al fianco del marito nel bene e nel male.
Rama è dunque l’incarnazione del Dharma, Egli rinuncia al lusso del suo regno per andare ad onorare la volontà di suo padre. e solo dopo aver combattuto contro le forze del male, torna al suo posto ad Ayodhya.
Il male che Sri Rama affronta non è altro che le ombre del subconscio che sono in noi.
Adoro questo poema ispirante le cui allegorie ci fanno riflettere, almeno a me!!!
Jaya Jaya Sri Rama!!!
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